Fratelli massoni nell’Islam

Nel 1909 i massoni ottomani decisero di fondare un Grande Oriente nazionale, poiché fino ad allora, essendo proibita ai cittadini dell’Impero la libera associazione, i massoni con cittadinanza ottomana erano stati accolti clandestinamente nelle logge dipendenti da Orienti stranieri. Il 3 marzo 1909 il dormiente Supremo Consiglio di Turchia, costituito nel 1861 dal Principe Abdülhalim [1] con l’aiuto degli inglesi, fu rivitalizzato. In un primo momento consacrò quattro logge turche, poi se ne associarono tre italiane, due francesi, una spagnola e tre egiziane.

La costituzione dell’organizzazione turca fu resa possibile anche grazie all’apporto di massoni italiani, come Nicola Forte, venerabile della loggia “Bisanzio Risorta”. Anche altre logge collaborarono come la “Bisanzio Risorta” da cui giunsero cinque fratelli, dalla “Macedonia Risorta” due, dalla “Italia Risorta” [2] uno, dalle logge “Veritas” e “Costitution”, dell’Oriente spagnolo, quattro. L’Oriente francese, rappresentato dalla loggia “La Renaissance” contribuì con tre iniziati, la “Resne”, operante in Egitto, partecipò con due, le logge “Uhavvet-i osmaniye”, “Muhibban-i”, “Vatan”, “Veta” e “Safak” [3], concorsero alla formazione del nuovo Oriente nazionale con l’apporto di dodici massoni [4].

Subito dopo la fondazione nel neonato Oriente Ottomano vi fu una pausa di riflessione e si creò una situazione, documentata da fonti ufficiali, secondo le quali questo esisteva di nome ma non di fatto. Per ovviare questa situazione il 13 luglio del 1909 quattordici uomini si riunirono nell’abitazione di Davit Kohen per discutere del futuro dell’Oriente Ottomano. A dimostrare la caratteristica universalità dell’istituzione massonica, erano presenti adepti musulmani, ebrei e cristiani, come il principe Aziz Hasan Pasa [5], che proveniva dalla loggia “Costitution”, l’avvocato Osman Talât, proveniente dalla loggia “Macedonia Risorta”, Bohur Rahmi, proveniente dalla loggia “Italia Risorta”. Per la loggia “Bisanzio Risorta” parteciparono Rafaello Ricci, Victor Algranti, Edoardo Denari, Fevzi Menahem, Jak Suhami e André Antipas [6]. La loggia francese “La Renaissance” [7] era invece rappresentata da Victor Mordo, Michel Noradonkian, Davit J. Kohen, Georges Chassiatis e Jean Siatis [8].

Il Grande Oriente Ottomano nacque in modo effettivo da questa riunione, in cui si tracciarono le linee guida e si attribuirono le cariche all’interno della Grande Loggia [9].

Il Grande Oriente Ottomano fu consacrato dal Supremo Consiglio [10]. Esso una volta costituito, doveva essere in grado di confrontarsi alla pari con gli Orienti stranieri. Per ottenere il riconoscimento massonico furono inviate delle delegazioni incaricate di perorare la causa nazionale presso le logge massoniche europee [11]. La delegazione arrivata in Italia era composta dal Presidente Nessib Bey e da Samuel A. Tiano, in rappresentanza della Reale Loggia Madre di Salonicco, insieme ai fratelli venerabili delle logge di Salonicco, “Macedonia Risorta”, “Labor et Lux”, “Fazilet”, “Veritas”, “Perseverancia”, e “Philippos”. Il viaggio in Italia dei massoni turchi preludeva al riconoscimento del nuovo Grande Oriente Ottomano da parte di palazzo Giustiniani. L’otto dicembre 1909, dopo uno scambio d’informazioni, la Giunta del Grande Oriente d’Italia, su proposta di Ettore Ferrari, deliberò di accordare il riconoscimento al Grande Oriente Ottomano, in considerazione del fatto che i documenti e i verbali presentati erano regolari [12]. Questa decisione può apparire frettolosa ma era giustificata dal fatto che la concorrente massoneria di Piazza del Gesù aveva cercato proseliti tra le logge di Costantinopoli. Il Grande Oriente Ottomano poteva iniziare a operare, il primo venerabile maestro, innalzato al 33° grado, fu Faik Süleyman, il maestro aggiunto Emanuele Carasso e via via tutti gli altri che avevano partecipato a vario titolo alla creazione dell’Oriente nazionale.

Il Grande Oriente Ottomano fu consacrato dal Supremo Consiglio [10]. Esso una volta costituito, doveva essere in grado di confrontarsi alla pari con gli Orienti stranieri. Per ottenere il riconoscimento massonico furono inviate delle delegazioni incaricate di perorare la causa nazionale presso le logge massoniche europee [11]. La delegazione arrivata in Italia era composta dal Presidente Nessib Bey e da Samuel A. Tiano, in rappresentanza della Reale Loggia Madre di Salonicco, insieme ai fratelli venerabili delle logge di Salonicco, “Macedonia Risorta”, “Labor et Lux”, “Fazilet”, “Veritas”, “Perseverancia”, e “Philippos”. Il viaggio in Italia dei massoni turchi preludeva al riconoscimento del nuovo Grande Oriente Ottomano da parte di palazzo Giustiniani. L’otto dicembre 1909, dopo uno scambio d’informazioni, la Giunta del Grande Oriente d’Italia, su proposta di Ettore Ferrari, deliberò di accordare il riconoscimento al Grande Oriente Ottomano, in considerazione del fatto che i documenti e i verbali presentati erano regolari [12]. Questa decisione può apparire frettolosa ma era giustificata dal fatto che la concorrente massoneria di Piazza del Gesù aveva cercato proseliti tra le logge di Costantinopoli. Il Grande Oriente Ottomano poteva iniziare a operare, il primo venerabile maestro, innalzato al 33° grado, fu Faik Süleyman, il maestro aggiunto Emanuele Carasso e via via tutti gli altri che avevano partecipato a vario titolo alla creazione dell’Oriente nazionale.

Sviluppo della massoneria nazionale

Il secondo periodo si estende dal 1909 al 1935 ed è caratterizzato da un notevole sviluppo della massoneria nazionale. Furono fondate numerose logge alle dipendenze del Grande Oriente Ottomano e per riflesso si registrava il declino inarrestabile delle logge di origine europea, che chiusero i templi o si posero sotto l’egida del nuovo oriente nazionale.

Questa fase, fu densa di avvenimenti, per la società turca in generale, ma anche per la massoneria. Nel 1908, in seguito alla rivoluzione, era stata ripristinata la Costituzione ma l’anno successivo a Istanbul vi era stata una controrivoluzione [13] che aveva determinato l’esilio del Sultano Abdülhamid II. Il 1911 diede il via ad una serie di conflitti che cominciarono con la guerra in Tripolitania [14] e terminarono con la fine della Grande Guerra, nel 1918 [15]. L’insieme di questi fattori ha condizionato le vicende interne alla massoneria, ma in alcuni momenti è stata la massoneria a influenzare la storia della Turchia. Emblematico il caso del cosiddetto governo massone, che guidò la Turchia dal 1909 al 1918. Anche dopo questo periodo, che segnò il picco della commistione tra politica e massoneria, molti massoni continuarono a condizionare la storia politica del paese. Nel 1929 l’obbedienza turca adottò il nuovo nome di “Società Turca per lo Sviluppo” (Türk Yükseltme Cemiyeti), questo cambiamento fu dettato dalla volontà dei massoni di dissimulare la propria identità, per sviare avversari e delatori dell’istituzione massonica, in quegli anni numerosi. Nel 1933 vi fu un’inversione di tendenza e alla denominazione scelta nel 1929, si aggiunge l’indicazione “Grande Oriente di Turchia”.

Dal 1923, data della nascita della Repubblica, numerosi ministri, politici, docenti universitari e imprenditori erano affiliati alla massoneria. Atatürk aveva molto riguardo nei confronti dell’istituzione massonica, tanto che nel 1925 e nel 1926, partecipando ad alcune riunioni massoniche, pronunciò discorsi di apprezzamento per l’operato della massoneria [16]. Pose l’accento sul suo apporto nella lotta contro l’ignoranza e la superficialità umana, concentrando i suoi sforzi per valorizzare l’umanità insita nell’uomo, intesa come capacità di apprendimento e d’innalzamento spirituale [17]. Molti dei ministri che Atatürk chiamò per il suo governo erano noti massoni, come il Ministro degli Interni Sükrü Kaya [18], il Ministro degli Esteri Tevfik Rüstü Aras [19], il Ministro delle Finanze Hilmi Uran [20], il Ministro della Sanità Refik Saydam [21], Hasan Saka [22], che dal 1947 al 1949 diventerà Primo Ministro, e molti altri [23].

Il “Grande Sonno”

Il terzo periodo iniziò nel 1935 e si concluse nel 1948. Il 1935 passò alla storia massonica come l’anno d’inizio del “Grande Sonno” [24], dovuto alla politica di Atatürk che prevedeva la chiusura di tutte le associazioni. Il Ministro degli interni Sükrü Kaya, massone insignito del 33° grado del Rito Scozzese, in accordo con il governo di Ankara [25], promulgò la legge che decretò la chiusura delle libere associazioni. La massoneria non era indicata esplicitamente ma Kaya chiese ufficialmente agli alti dignitari della massoneria la sospensione delle attività e così fu decisa la sospensione dei lavori massonici.

In questo periodo la Turchia era stata investita dall’accesa propaganda nazifascista contro i massoni ebrei, articolata intorno al cosiddetto complotto giudaico massonico [26]. Nel mese di ottobre del 1935 i massoni, riuniti in assemblea generale, decisero di mettere in sonno la massoneria nazionale, tra essi vi erano Sukrü Kaya, Ismail Hursit, Osman Omay, Fuat Sureyya, Resat Mimaroglu e Rasim Ferid.

Al momento della sospensione delle attività, il Grande Oriente Ottomano annoverava tra le sue fila 65 logge, di cui 29 costituite tra il 1909 e il 1912, 11 nel periodo tra le due guerre balcaniche e la Prima Guerra Mondiale, e le rimanenti 25 durante la Repubblica. Le logge furono chiuse, gli arredi furono donati alle Case del Popolo [Halk Evleri], le strutture ideate da Atatürk e poste sotto il diretto controllo dello Stato [27]. Il Supremo Consiglio, composto di massoni insigniti del 33° grado del Rito Scozzese, continuò a operare in clandestinità [28].

Nel 1939 quest’organo riuscì ad incrementare il numero dei membri della massoneria attraverso l’istituzione di 3 nuove logge. Queste nuove officine si chiamavano “L’Ideale”, “La Cultura” e “L’Archetipo” ma, a causa delle condizioni sfavorevoli dell’epoca, dovute all’inizio della Seconda Guerra Mondiale, non operarono effettivamente fino al risveglio massonico del 1948. [29] In ogni caso la polizia turca era tollerante nei confronti dei massoni, che potevano contare sulla tacita protezione del secondo Presidente della Repubblica, Ismet Inönü, succeduto ad Atatürk nel 1938 [30]. Diede anche una sovvenzione economica al Supremo Consiglio per continuare le proprie attività [31].

Note

[1] Il principe, ultimogenito del Vice Re d’Egitto, Mehmet Ali Pasa, nacque a Il Cairo nel 1830, morì ad Istanbul nel 1894.

[2] La loggia italiana, denominata Italia fu costituita a Costantinopoli, nel 1862. Non è mai stata trovata la lista degli affiliati, quindi non è possibile affermare chi furono i promotori dell’iniziativa. Uno dei pochi nomi che si collega alla nascita di questa loggia è quello del Marchese Camillo Caracciolo di Bella , che fino al dicembre 1863 fu ambasciatore del Regno d’Italia presso la Sublime Porta.

[3] Queste logge sono indicate nella lista delle logge del Grande Oriente Ottomano del 1909, ma precedentemente erano collegate all’obbedienza egiziana.

[4] www.mason-mahfili.org.tr, sito della Özgür Masonlar Büyük Locasi.

[5] Il Principe Aziz Hasan Pasa nacque a Il Cairo l’8 dicembre 1873. Militare di carriera, morì nella stessa città l’11 dicembre 1925.

[6] I massoni citati facevano parte della Loggia Bisanzio Risorta dal 1908, l’unico che aveva una precedente affiliazione alla loggia Italia Risorta era Raffaele Ricci, numero matricolare 06899.

[7] Rahmi Tunçalp, Türkiye’de hür masonluk tarihi üzerine (1909-1967), Ankara Vadisi, Archivio storico, Grande Loggia di Turchia, büyük locasi Istanbul,1993, p. 84.

[8] Ziya Umur, Masonluk hakkinda konusmalar 1951-1989, Mimar Sinan, Archivio storico, Grande Loggia di Turchia, Istanbul, 1992, p. 370.

[9] Essa era composta dal gran maestro Talat Pasa, dal gran maestro aggiunto Miralay Galip , dal secondo gran maestro aggiunto Emanuele Carasso, dal Primo Grande Sorvegliante Mehmet Ali Baba, dal Primo Grande Sorvegliante Aggiunto Edoardo Denari, dal Primo Grande Assistente Osman Fehmi , dal Secondo Grande Assistente Aggiunto Nadra Mutran, dal Grande Oratore Riza Tevfik, dal Grande Oratore Aggiunto Michel Noradunkian, dal Grande Segretario Osman Talat, dai Grandi Segretari Aggiunti Fevzi Manahem, Solon Kazon e Dario Errera, dal Grande Tesoriere Sarim Kibar e dal Grande Tesoriere Aggiunto Ilyas Modiano, dal Grande revisore Jak Suhami, dal Grande primo Revisore Nail Resid, dal Grande Secondo Revisore Bohur Kamhi, dal Grande Terzo Revisore Victor Algranti, dal Grande Quarto Revisore Tevfik e dal Gran Cerimoniere Rafaello Ricci.

[10] Celil Layiktez, The Hystory of Freemasonry in Turkey, Stones Review of Freemasonry, 2004, p. 6.

[11] Angelo Iacovella, Il Triangolo e la Mezzaluna, I.I.C.I., Istanbul, 1997, p. 104.

[12] Angelo Iacovella, op. cit., p. 104.

[13] La controrivoluzione del 1909 si scatenò il 13 aprile, quando una parte dell’esercito marciò su Istanbul per protestare contro l’annullamento della legge islamica. Il governo non prese nessuna contromisura nei confronti dei rivoltosi e anzi si dimise. Per porre fine a questa situazione e per ripristinare il potere del C.U.P., le truppe che gli erano rimaste fedeli si mossero da Salonicco, agli ordini di Mahmud Sevket, arrivarono a Istanbul il 22 aprile e circondarono la città. Il 24 la città fu attaccata e i rivoltosi sopraffatti. Fu proclamata la legge marziale e organizzati dei tribunali che condannarono molti ammutinati. Furono giorni di violenza inaudita e morirono molti ufficiali fedeli al governo e molti deputati.

[14] La guerra in Tripolitania fu solo la prima delle guerre che interessarono l’Impero Ottomano, le parti in guerra erano l’Italia e l’Impero ottomano per il possesso delle regioni della Tripolitania e della Cirenaica, si combatté tra il 29 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912.

[15] Il 1911 fu l’anno della guerra in Tripolitania e il 1912 quello della prima guerra balcanica, seguita dalla seconda l’anno successivo. Nel 1914 scoppiò la Prima Guerra Mondiale e la Turchia fu al fianco della Germania. La sconfitta del 1918, la conseguente guerra d’indipendenza e, nel 1923, la costituzione della Repubblica portò nel 1924 alla fine del Califfato.

[16] ASGLT, Nusret Semi, Felsefî ve masonik açidan Atatürk, in Mimar Sinan, Istanbul, 1990, p. 606.

[17] Bahri Ercan, M. nik tarihimiz: 1935 Öncesi dönem, Çinar Yapraklari, Ankara, 2003, p. 65.

[18] Sukrü Kaya nacque ad Istanbul nel 1883, si laureò in Giurisprudenza nel 1908 e lavorò a Parigi per qualche tempo. Tornato in patria lavorò come Ispettore del Tesoro Ottomano e nel 1919 fu esiliato a Malta, a causa del suo ruolo nel genocidio degli Armeni del 1915. Tornato in Turchia, tra il 1924 e il 1938 fu nominato da Mustafa Kemal, prima Ministro dell’Agricoltura, poi agli Affari Esteri e per ultimo Ministro degli Interni.

[19] Tevfik Rüstü Aras (1883-1972) fu uno dei collaboratori di Atatürk. Nel 1920 fu eletto deputato e dal 1923 al 1939 fu Ministro degli Esteri. Per anni molto vicino agli ambienti comunisti, visitò spesso Mosca per ragioni di Stato. Morì ad Istanbul nel 1972.

[20] Hilmi Uran nacque a Bodrum nel 1884 e durante la sua carriera politica ottenne vari incarichi all’interno di altrettanti governi. Dal 1943 al 1946 fu Ministro degli Interni ed era uno dei membri più influenti del Partito Repubblicano del Popolo.

[21] Refik Saydam nacque nel 1881 a Istanbul. Si diplomò alla Scuola Militare e si laureò in Medicina. Nel 1919 fu eletto deputato, dopo pochi mesi fu nominato Ministro della Sanità e svolse quest’incarico fino al 1934. Morì a Istanbul nel 1942 e ancora oggi esiste la casa farmaceutica che aveva fondato nel 1928.

[22] Hasan Saka nacque nel 1886. Dopo gli studi in Europa tornò in patria e nel 1921 fu eletto deputato in rappresentanza della città di Trebisonda. Nel 1923 fu nominato Ministro delle Finanze e tre anni dopo fu eletto Presidente del Parlamento. Dal 1947 al 1948 fu Primo Ministro, nel 1954 si ritirò dalla vita politica.

[23] ASGLT, (a cura della GLT), Ana hatlariyla türk mason tarihi, Istanbul, 2004, p. 17.

[24] Nel linguaggio massonico per sonno s’intende un periodo di inattività o di un singolo massone, di una loggia o come in questo caso di un’intera obbedienza.

[25] Il governo di Ankara si insediò nel 1920, all’inizio della guerra di Indipendenza turca,

[26] La letteratura sul cosiddetto complotto giudaico-massonico è notevole. Si veda David Fromkin, A Peace To End All Peace, Phoenix Press, Londra, 1989.

[27] Thierry Zarcone, La franc-maçonnerie dans l’empire ottomane et dans la Turquie contemporaine, in «Les Cahiers de l’Orient», n. 69, 2003, p. 82.

[28] ASGLT, Abdurrahman Erginsoy, Türkiye’de Masonlugun Dogusu, Erciyas yayinlari, Istanbul, 2000, p. 88.

[29] ASGLT, Koray Özalp, Bület Çetiner, Türk Masonluk Tarihi, vol III°, Istanbul, 1974, p. 21.

[30] Dopo la morte di Mustafa Kemal, Ismet Inönü fu eletto Presidente della Repubblica di Turchia. La sua nomina fu dovuta principalmente a una tendenza alla continuità rispetto alla politica di Atatürk.

[31] Celil Layiktez, op. cit., p. 6.

BIBLIOGRAFIA

Monografie

Fromkin David, A Peace To End All Peace, Phoenix Press, Londra, 1989.

Iacovella Angelo Il Triangolo e la Mezzaluna, I.I.C.I., Istanbul, 1997.

Articoli e saggi

Celil Layiktez, The Hystory of Freemasonry in Turkey, Stones Review of Freemasonry, 2004.

Thierry Zarcone, La franc-maçonnerie dans l’empire ottomane et dans la Turquie contemporaine, in «Les Cahiers de l’Orient», n. 69, 2003, p. 82.

Fonti d’archivio

Archivio Storico Grande Loggia di Turchia, Istanbul.

A cura della Grande Loggia di Turchia, Ana hatlariyla türk mason tarihi, Istanbul, 2004.

Bahri Ercan, M. nik tarihimiz: 1935 Öncesi dönem, Çinar Yapraklari, Ankara, 2003.

Erginsoy Abdurrahman, Türkiye’de Masonlugun Dogusu, Erciyas yayinlari, Istanbul, 2000.

Koray Özalp, Bület Çetiner, Türk Masonluk Tarihi, vol III°, Istanbul, 1974.

Semi Nusret, Felsefî ve masonik açidan Atatürk, in Mimar Sinan, Istanbul, 1990.

Tunçalp Rahmi, Türkiye’de hür masonluk tarihi üzerine (1909-1967), Ankara Vadisi, Istanbul,1993.

Umur Ziya, Masonluk hakkinda konusmalar 1951-1989, Mimar Sinan, Istanbul, 1992.

Sitografia

www.mason-mahfili.org.tr, sito della Özgür Masonlar Büyük Locasi.